Archivi del mese: giugno 2008

JOHN GAGE

Su Nòva di giovedì scorso (12 giugno 08) c’è un bell’articolo di Antonio Dini che parla di John Gage di Sun Microsystems e che, leggendolo, mi ha fatto tornare indietro di 10 anni. Per la definizione dell’attuale carica di John Gage mi affido alla didascalia della foto posta accanto all’articolo che fedelmente riporto “John Gage, 65 anni, si occupa dei rapporti tra Sun Microsystems e l’università, tra il mondo della ricerca e quello applicativo dell’industria”.

 

Io ho lavorato per 11 in Sun Microsystems e ho avuto modo di incontrare John Gage una volta a Venezia. Era il ponte dell’Immacolata (o della Madonna che dir si voglia J ) del 1998. John Gage era uno degli speaker invitati ad un evento organizzato dal comune di Venezia, se ben ricordo. Io seguivo l’intera partecipazione di Sun all’iniziativa, speaker compreso. Quindi mi sono recata a Venezia il giorno antecedente alla manifestazione per il briefing e la solita preparazione pre-evento. Lui è veramente un personaggio, un vero guru: quello che colpisce non è solo la competenza in materie tecnologiche, scientifiche, ma la sua competenza potrei dire su tutto. Sapeva cose di Venezia che secondo me nemmeno Cacciari sa e sogna. Infatti il tema della città, della sua struttura e interconnessione con l’uomo ricorre nell’articolo di Antonio Dini continuamente. John Gage ha una conoscenza delle città impressionante, soprattutto si ricorda tutto. Io devo scrivere una enciclopedia di post-it per ricordarmi solo di portare via la spazzatura. A lui invece bastava (e basta ancora mi sembra di dedurre) una “keyword” in un discorso per permettergli di fargli scattare un ricordo di un particolare della città in cui si trovava. E tu ti aspetti che certi aneddoti li sappia “uno del luogo”, non uno dei top executive di una multinazionale americana! Infatti nell’articolo di A. Dini c’è una citazione di Gage che spiega tutta la sua visione di memoria_vs_luoghi_vs_persone:

 

“[…]Perché la memoria dell’uomo ruota attorno allo spazio fisico, ai luoghi, che poi diventano storie nella nostra capacità di narrare quello che abbiamo vissuto e ricordiamo”.

 

Quello che John Gage senz’altro non sa (perché poi non ci siamo mai più visti/sentiti/incontrati) è che sono molto affezionata a quel viaggio che ho fatto a Venezia grazie a lui. In treno verso la città lagunare ho conosciuto Cinzia, che è diventata una delle mie più care amiche e che solo 4 settimane fa, a distanza ormai di 10 anni, è venuta in vacanza con me a New York. Cinzia è di Trieste e sono andata a trovarla diverse volte. Quindi indirettamente John Gage mi ha permesso di scoprire una città che altrimenti avrei visitato chissà quando. Sicuramente se John Gage fosse venuto una volta con me a Trieste mi avrebbe raccontato ogni singolo angolo della città meglio di qualsiasi guida locale, Cinzia inclusaJ

 

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Varie

SERATE “BARZELLETTA”

Quando vado a Londra per riunioni di lavoro, la prassi prevede di arrivare in città la sera prima in modo da essere “up & running” abbastanza presto il mattino successivo per iniziare l’incontro prima, finire prima e dare a tutti  la possibilità di rientrare con uno degli ultimi voli dalla capitale inglese. In passato, il precedente country manager dell’azienda per cui lavoro mi chiedeva cosa avessi fatto la sera “libera” a Londra ed io gli dicevo “Siamo andate a cena. Eravamo: io, la tedesca, la spagnola, la francese…” — di solito non finivo perché lui scoppiava a ridere e diceva “Ma cos’è? Cosa siete? Una barzelletta?”J

 

Ieri sera ho passato una magnifica serata “barzelletta” che mi ha lasciato di buonissimo umore. Dunque, siamo partiti che eravamo:

        due italiane

        un italiano

        due francesi

 

Poi, suo malgrado (simpaticamente parlando), si è aggiunto un inglese: praticamente quando sono arrivata nel giro di presentazioni io ho scambiato sto ragazzo per uno del gruppo di persone che stavo conoscendo. In realtà non c’entrava niente, ma poiché era solo e si trovava a Milano per lavoro da solo e a quel punto ci eravamo anche presentati, alla fine si è unito a noi.

 

Poi, nostro malgrado (sempre simpaticamente parlando), si sono aggiunti un altro italiano ed una russa. Lui, un tipo inclassificabile (in senso positivo): sicuramente figlio di una famiglia molto benestante (per sua stessa ammissione), in due minuti ci ha raccontato tutta la sua vita. Ha vissuto un anno a Londra, uno a Pechino, uno a Singapore…parlava alla velocità della luce. Lei alta di suo almeno 190 cm + altri 10/12 cm almeno di tacco…non finiva mai. Era, ahinoi, visibilmente ubriaca e poco stabile sulle sue gambe e mischiava continuamente inglese e russo mentre cercava di parlarci (oltre a vodka e redbull… :-oooo).

 

Abbiamo quindi parlato di tutto e di più raccontandoci aneddoti e perché l’inglese, i francesi e la russa (…) si trovavano a Milano, e perché l’italiano che accompagnava la russa era tornato a Milano (e perché non era mai stato a Parigi) e dove noi altri italiani stiamo per andare (in ferie): in scioltezza e in allegria, senza pretese, senza barriere.

 

Il tempo ci ha assistito: non era bello (non è mai bello in queste settimane!) ma almeno non pioveva. C’era una bella temperatura e quindi si stava fuori volentieri.

 

Sono rientrata un po’ a malincuore: ci sono quelle serate e quei momenti in cui vorresti che il tempo e la situazione si congelassero e durassero un sacco perché ti senti benissimo.

Prima di addormentarmi ho pensato che il mondo potrebbe essere così semplice e meraviglioso.

 

Quindi alla fine c’erano:

        due italiani

        due italiane

        due francesi

        un inglese

        e una russa….. J

1 Commento

Archiviato in Varie